“Navigando in rete ho scoperto questa associazione, che è l’unica in Italia ad offrire consulenza e servizi per chi decide di aprile una micro impresa domestica. Ho da subito visto il mio progetto, il mio traguardo, sapendo con certezza, per la prima volta nella vita, cosa avrei voluto fare. Era il 2016 e il mio percorso purtroppo si è subito arrestato. Come per ogni attività, i locali dovevano essere conformi e lì ho scoperto una bella eredità lasciatami insieme all’acquisto della casa avvenuto 7 anni prima. Mancava un documento importante e,  per nuovi vincoli subentrati sul territorio, sono riuscita a regolarizzare la mia posizione solo un anno e mezzo dopo. Un’ altra forse avrebbe abbandonato l’idea, soprattutto vista la necessità che avevo di lavorare, ma mi sono detta: Cinzia, non sei vecchia, ma questa potrebbe essere l’ultima occasione per fare quello che ti piace e magari farlo per tutta la vita!. Così nel frattempo ho portato avanti ciò che potevo, corsi necessari per l’apertura, contatti, progetti, sempre con l’aiuto fondamentale dello staff di Cucina Nostra e successivamente anche di Confartigianato La Spezia. Non ho desistito per me, ma anche per la mia famiglia che mi ha appoggiato fin dal primo momento in questa scelta. Non ho desistito anche per i miei figli, per insegnare loro che i sogni vanno inseguiti e che gli ostacoli si superano. A proposito, il nome, tra i tanti che ho proposto, l’ha scelto mia figlia. Da piccola in molti mi chiamavano Ciri e da questo ricordo è nato il nome Ciri Cakes”.

In Italia la prima micro impresa domestica è nata solo nel 2014, oggi in totale le imprese attive e regolarmente registrate nel portale di Cucina nostra sono 47, presenti soprattutto nel Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia). Sul piano normativo, per l’apertura di una IAD (Impresa alimentare domestica) occorre far riferimento al Regolamento CE 852/2004, Allegato II, Capitolo III (igiene dei prodotti alimentari), al Regolamento CE 1169/2011 (etichettatura alimentare) e al Regolamento CE 178/2002 (rintracciabilità degli alimenti). Occorre inoltre essere iscritti alla Camera di Commercio, avere una Partita IVA ed essere iscritti all’INPS (solo dopo aver aperto la Partita IVA). Infine è richiesta la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), da presentare allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune dove sarà svolta l’attività di microimpresa. La ASL di competenza verificherà il possesso e la veridicità dei requisiti della cucina (o dei locali di produzione) dichiarati nel progetto e nella SCIA presentata in Comune e rilascerà il permesso necessario per iniziare a sfornare torte, ciambelloni, biscotti e altri prodotti alimentari con cui iniziare a guadagnare come micro-impresa. Chi volesse maggiori informazioni o avesse voglia di trasformare la propria passione per la cucina in un lavoro vero e proprio, può visitare il sito di Cucina Nostra o guardare questo video:
Aprire un allevamento di lumache: tra le varie idee di business legate al mondo dell’agricoltura, l’elicicoltura è un’attività sconosciuta a molti, ma che in realtà offre grandi possibilità. E’ possibile avviarla anche con un investimento abbastanza contenuto ed eventualmente ampliare il business in un secondo momento. Aprire un allevamento di lumache consente di monetizzare in diversi modi, grazie agli innumerevoli utilizzi che hanno le lumache.
Aprire un food truck e fare lo chef itinerante: negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un vero e proprio boom delle attività di ristorazione itinerante, con un’offerta davvero eterogenea che comprende le proposte più classiche di paninoteche e piadinerie, fino alle cucine regionali e tipiche più disparate. Se vuoi saperne di più leggi l’articolo dedicato all’approfondimento su come aprire un chiosco ambulante.

Sviluppa la tua idea: il modo migliore per sviluppare un business di successo è quello di inventare qualcosa che ancora non esiste e risponde ad un bisogno reale delle persone. Hai un’idea imprenditoriale vincente? Sviluppala! Non c’è mai stato momento migliore per farlo se non in questi ultimi anni. Grazie al web e alle tecnologie oggi chiunque abbia un’idea vincente e un buon DNA imprenditoriale, ha finalmente la possibilità di guadagnare dalle proprie idee.
Lanciarsi nel business dell’artigianato 2.0: oggi dare sfogo alla tua creatività e mantenerti realmente è possibile. Anelli, collane, borse in pelle, oggetti utili o di arredamento per la casa. Se hai sempre voluto cimentarti nella produzione di oggetti particolari, oggi il web ti consente anche di promuoverti online e di farci dei soldi. Si può chiedere di meglio che guadagnare grazie alla propria creatività?
Per poter conoscere nel dettaglio tutti gli obblighi a cui potremmo essere soggetti, nonché le eventuali agevolazioni, è sempre bene rivolgersi ad un Commercialista di fiducia che saprà assisterci passo dopo passo nell’iter di apertura di una Partita IVA per avviare un’impresa alimentare domestica, nel pieno rispetto di tutte le norme di settore vigenti.
Aprire un food truck e fare lo chef itinerante: negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un vero e proprio boom delle attività di ristorazione itinerante, con un’offerta davvero eterogenea che comprende le proposte più classiche di paninoteche e piadinerie, fino alle cucine regionali e tipiche più disparate. Se vuoi saperne di più leggi l’articolo dedicato all’approfondimento su come aprire un chiosco ambulante.
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